Project2 nasce dalla sintesti delle idee emerse durante il brainstorming nella prima giornata di Workshop. Nello specifico:
1.Lo spazio
2.Il gioco
3.L’interazione tra due persone
4.Early Performance_ Abramovic/Acconci/Nauman
5.I sensori (ovviamente !)
Di cosa si tratta? Un gioco/performance nel quale due personaggi entrano in uno spazio delimitato e tramite i loro movimenti e il relazionarsi con l’altro riorganizzano il suono dandogli una forma.
Foto 1: Lo spazio e i due soggetti ai bordi, prima di iniziare. Si mettono un vestito con i sensori necessari. Visti dall'alto
Foto 2: Visti di lato
Foto 3: Il rettangolo di lato è uno schermo sul quale proiettare cose e rendere l'esperienza più immersiva. Questo è una prova, si deciderà poi cosa mettere.
Foto 4: I 2 personaggi entrano nello spazio e il suono inizia a variare in base alla loro posizione rispetto all’altro, fino al raggiungimento di uno stato di ordine. Un esempio: Appena entrano c’è un gran baccano poi quando trovano la posizione giusta (che noi definiamo) il suono diventa armonioso e loro hanno vinto. La sfida è anche quella di inserire nel suono le informazioni relative alla risoluzione del gioco. Esempio: Più si avvicinano e più sentono che il volume cala e allora continuano ad avvicinarsi, fino a quando sono vicinissimi, ma ancora si sente qualcosa.Si allontanano, il volume torna a salire, allora si avvicinano di nuovo. Si avvicinano sempre di più. Sono vicinissimi, ma ancora si sente qualcosa. Iniziano a muovere le braccia fino a che poi si toccano e il suono sparisce del tutto. Può essere pensato per livelli dal più facile al più difficile o in maniera più estetica/esperienziale. Noi saremmo più per la seconda opzione ma se ne discute. L’obiettivo sarebbe trovare quello di sviluppare strutture abbastanza complesse ma non troppo da distrarre le persone dalla performance.
Foto 6: Un rilevatore a lato che misuri la profondità
In questo modo con due rilevatori e due sensori a testa (o forse un solo sensore a testa) abbiamo parecchi dati con con cui lavorare. Comunque una volta che abbiamo realizzato il prototipo di può pensare di mettere qualcosa anche sulle braccia e/o gambe e rendere l’interazione più articolata.
PIANO OPERATIVO:
Se vi va bene noi si pensava di iniziare a lavorare ad un prototipo in miniatura nei due giorni di seminario risolvendo il maggior numero di problemi tecnici possibili in presenza dei prof.
Una volta stabiliti gli obiettivi comuni ognuno lavora sul suo settore indipendentemente per ricavare il massimo dalle competenze di ognuno e renderlo davvero un lavoro collettivo.
I settori su cui lavorare individualmente o in micro-gruppi sarebbero:
0.(Eventualmente)_ Coordinazione/produzione
1.Desing dello spazio e del video/luci
2.Sensori e vestiti
3.Sintesi e sound design
Un altra cosa che si pensava di fare è documentare con foto, video, frammenti sonori e parti di codici ogni parte del lavoro in maniera sistematica.
COSA SI VUOLE OTTENERE ?
Un esperienza intima tra due persone! (ancora meglio se sconosciuti ma non è per forza necessario), che esplorano se stessi e il rapporto con l’altro tramite il suono e lo spazio in maniera estetica. Concludo con un link sulla performance the artist is present di marina Abramovic alla quale ci si ricollega sotto molti punti di vista.







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